Ringiovanire, come esaltare l’età e ascoltare il proprio corpo

Ringiovanire e invecchiare.  Diceva Cicerone nel suo De Senectute: “Le armi in assoluto più idonee alla vecchiaia… sono la conoscenza e la pratica delle virtù che, coltivate in ogni età, dopo una vita lunga e intensa, producono frutti meravigliosi

Cara amica l’esperienza mi ha insegnato che vedersi invecchiati e invecchiare sono due cose molto diverse. Invecchiare significa che hai saputo creare con il tuo corpo un legame indissolubile di cura, amore, protezione e rispetto. Vedersi invecchiati significa invece che hai subito, senza accorgertene (o forse te ne sei accorta ma hai avuto paura di ammetterlo a te stessa) un distacco dalla tua femminilità, in nome di vecchie tradizioni, vecchie abitudini e pregiudizi che impongono alle donne oltre i cinquant’anni di dimenticare il proprio corpo. 

Siamo nel 2021 ma le mie orecchie ogni tanto intercettano ancora discorsi bigotti. Per alcuni, la femminilità della donna cinquantenne dev’essere accantonata, in virtù della maturità sopraggiunta. Qualsiasi vanità è percepita come un’inutile leggerezza nel tentativo di ringiovanire.  Io proprio non lo accetto e neppure tu, ne sono certa, ma ti dirò anche che sto assistendo ad una rivoluzione culturale che, inaspettatamente, vede al comando schiere di donne over 60. Donne guerriere che, se non si sono mai concesse il “lusso” della cura estetica in gioventù, rivendicano fieramente il diritto di vedersi più belle. 

Premesso ciò, vorrei raccontarti la mia storia di trasformazione alla soglia dei 50 anni.  Credo proprio che noi over cinquanta abbiamo il diritto (diciamo pure il dovere!) di sentirci ancora desiderabili, in pace con noi stesse. Vogliamo riconoscerci allo specchio per rendere visibile una bellezza più consapevole e carica di quel fascino figlio della sicurezza e del vissuto che da giovani non conoscevamo.  Abbiamo ancora il diritto di sentirci gnocche, insomma… 

Cosa significa quindi ringiovanire?  

Non voglio dire che dobbiamo atteggiarci a giovincelle o mettere in atto stratagemmi al limite della goffaggine tipo vestirci come una sedicenne, mostrare l’ombelico, portare i capelli lunghi fino a metà schiena o truccarci come una attrice di teatro drammatico. Ti accorgi che puoi ringiovanire quando ricominci a dare attenzioni a te stessa. 

Scegliere metodi integrati per effetti che durano nel tempo 

Durante la decade che mi accompagnava al compimento dei ’50, il mio chiodo fisso è diventato sentirmi DONNA. Lo so a cosa stai pensando… 

Si, lo ammetto, fino ad allora prevaleva la mia parte “maschile”, quella che convoglia tutte le energie sui doveri professionali e famigliari, senza dare spazio e voce ad alcun vezzo. C’è stato un momento in cui ho capito che stavo andando verso il decadimento, ma allo stesso tempo la vita mi offriva l’opportunità di mixare l’esperienza degli anni al desiderio di sentirmi viva e fiera di me. Dal dialogo tra lo specchio di casa e la mia anima è nato il metodo Studio Acqua. L’ho formulato per accompagnare me e le donne a ringiovanire. Funziona così.

Prendo per mano una donna fino a condurla a riscoprire la vera bellezza, renderla visibile attraverso la cura della pelle. Il mio intento è far percepire la pelle come involucro esterno di un’interiorità ricca di storia, la tua storia. Ho individuato alcuni punti chiave per arrivare a un ringiovanimento permanente. Voglio che tu sappia quali sono. 

Presupposti scientifici, scelta di servizi e cosmetici privi di tossicità per la pelle e la persona, rieducazione funzionale permanente dell’organo pelle, monitoraggio dei risultati, analisi strumentale, assistenza costante attraverso check-up e consulenze personalizzate. 

Il mio obiettivo è cancellare gli inestetismi e mantenere il risultato nel tempo, perché se devo dirla tutta non mi basta dare un esito che nel migliore dei casi dura due giorni. A 50 anni, a 60 anni possiamo raggiungere la mente attraverso l’equilibrio con il corpo, una sorta di patto: io non ti abbandono, tu non abbandonare me. 

Sono una donna che lavora, a volte in “gioventù” ho esagerato con le ore dedicate alla carriera, lo ammetto.  Lavoro, lavoro, lavoro e poca cura di me…pensavo di non averne bisogno, avevo dimenticato che tra i 30 e i 40 anni intorno a me scorrazzavano 2 bimbetti che magari avrebbero voluto vedere la mamma sorridere qualche volta in più. 

Oggi invece ho capito che raggiungere la pace mentale non è una goduria fine a sé stessa ma è quella condizione indispensabile che, mentre ti rende vincente verso le scelte professionali, irradia luce a chi ti sta intorno, ex bimbetti compresi. E non c’è scusa che regga, se non passi attraverso equilibrio e unità, non conservi la tua identità, non ti senti sicura, non raggiungi gli obiettivi che ti sei prefissata. 

Conosco bene cosa significa aver paura di invecchiare. Tutte noi abbiamo una doppia percezione: come ci vediamo noi e come ci vedono gli altri.  Se invecchiare è naturale, vedersi invecchiate è ben diverso.  Ti vedi invecchiata quando si rompe il rapporto di solidarietà con il tuo corpo. Ringiovanire significa rinsaldare quel legame. Ogni giorno ascolto storie di donne che avvertono a fior di pelle il desiderio di sentirsi giovani ma sono frenate nella ricerca di come raggiungerlo, a causa delle molte delusioni subite. 

Hanno provato trattamenti dai risultati appena visibili e non costanti nel tempo, vissuti come inganni spacciati per miracoli: internet ne è pieno e ha creato una legione di donne che pensano non ne valga più la pena. 

Un inestetismo è un problema che porta in sé la soluzione 

Torniamo alla mia esperienza… 

Fino ai 30 anni ho lottato contro il problema dell’acne senza aver ricevuto un supporto e cure efficaci. Nessuno ha mai compreso il disagio emotivo che accompagnava i miei bubboni. Era un disagio emozionale, una mancanza di equilibrio interiore. Forse per istinto di sopravvivenza, mi sono avvicinata all’arte del massaggio per accarezzarmi l’anima e, mentre lenivo i disagi delle persone che incontravo, comprendevo che allo stesso modo avrei potuto aiutare me stessa. 

Durante gli anni dedicati allo studio e alla ricerca ho compreso che l’asse intestino-pelle-cervello è la chiave di accesso ad un protocollo di intervento più completo, profondo e quindi risolutivo per qualsiasi inestetismo manifesto. Mi sono avvicinata all’apprendimento dell’estetica tradizionale comprendendone i limiti e stravolgendone il concetto. 

Dopo 20 anni di incertezze e navigazione a vista, ho aggiunto alla mia professione il tassello mancante. La formazione specialistica in estetica oncologica, cioè l’approccio scientifico e il concetto di metodo integrato in collaborazione con figure sanitarie, il concetto di rispetto della salute della pelle e il principio di non tossicità dei metodi e dei cosmetici, mi ha fatto prendere la decisione più saggia della mia storia professionale. 

Insieme alle donne che ho trascinato in questa centrifuga culturale ho ritrovato, o forse ho scoperto, la potenza di sentirmi donna insieme a loro.  A volte ripenso a come ho vissuto per anni e mi rivedo come un passero in gabbia. Ciò che ho vissuto negli anni della gioventù, adesso è solo il ricordo di un percorso pieno di buche che sono riuscita a trasformare in una superstrada a quattro corsie. 

Amica mia, la nostra pelle parla di un’anima attraverso l’armonia di forme e colori, di una salute che fa rima con bellezza.  Non cambia solo la pelle, cambiano letteralmente le forme del corpo. L’autostima esplode e incontra il consenso di chi guarda.  Penso che la bellezza e l’aspetto fisico durante gli anni intorno alla menopausa siano la narrazione di storie di rinascita. 

È indescrivibile il piacere che provo quando ricevo apprezzamenti nel momento in cui rivelo la mia età anagrafica. 

Educazione tradizionale: una donna in una corazza 

Anni di educazione “monacale” mi hanno trapanato il cervello. Sono figlia di genitori che erano bimbetti durante la Seconda Guerra Mondiale e, come puoi immaginare, hanno trascinato fino alla mia generazione il bagaglio di condizionamenti e paure con i quali hanno vissuto tutta la loro vita. 

Mi volevano convincere che in una donna non è importante la bellezza, una donna è stimata solo quando conduce una vita in linea con i doveri di moglie e madre.  Oggi i miei genitori non sono più con me e se da un lato per anni ho covato una rabbia indicibile verso il loro atteggiamento, oggi li ringrazio per avermi dato l’opportunità di tirare fuori la vera me attraverso il conflitto generazionale. 

Devo però dire che la mia mamma predicava bene dal suo pulpito. Aveva un bel dire, “va bene lo stesso se hai i brufoli”, ma lei era una donna bellissima! Oggi la ricordo come una donna perfetta perché, oltre alla bellezza, ha fatto la brava ragazza fino all’ultimo giorno vissuto su questa terra. 

Io non ce l’ho fatta… 

Ti dirò di più, quando lei se n’è andata, ho raddoppiato l’impegno per sentirmi bella… Attenzione, non sembrare bella: volevo diventare bella dentro e fuori, per assomigliare a lei. Così mi sono buttata a lavorare su me stessa per rendere visibile un miglioramento dell’aspetto esteriore che raccontasse il grande insegnamento da “brava ragazza”, comprendendone il valore emotivo e sociale. 

Se sei nata intorno agli anni ’70, sai di cosa sto parlando. Se associamo poi le credenze e l’educazione ricevuta a un’informazione prettamente commerciale rivolta alla sterile vendita di cosmetici o trattamenti estetici, capiamo perché nel 2021 esiste ancora una bella dose di confusione legata al concetto di ringiovanimento. 

Poche coraggiose voci parlano di corretta educazione finalizzata a mantenere in equilibrio le funzioni del corpo e quindi della pelle. Voglio dire che se credi sia impossibile una soluzione al rallentamento dell’invecchiamento fisiologico, al deterioramento globale della persona, a un abbassamento progressivo della qualità di vita, arrivi a un punto in cui ti assale un dolore emotivo, oltre che fisico, e finisci per rinunciare a prenderti cura di te. 

Mia mamma avrebbe detto “ti scappa la vacca nel prato!”, ovvero perdi la pazienza e lasci perdere. Eh no, un modo per sentirsi dire “sei ringiovanita, cos’hai fatto?”. C’è, eccome! 

Devi solo comprendere quali sono le cause che hanno generato quella ruga e quel cedimento che così tanto ti turbano, e farti spiegare da chi ne ha fatto una missione come affrontarli per non ricadere nella stessa condizione. Credimi, è impagabile sentirsi corteggiate, indossare abiti che non ti concedevi da anni e sfoggiare make-up sulla pelle del viso con le rughe spianate. 

Estetica integrata: basi scientifiche, studio e ricerca 

Ho continuato a sperimentare il mio metodo per anni. Più proseguivo più ottenevo risultati e soddisfazioni che mi hanno dato il coraggio di andare contro corrente. Ancora oggi vengo guardata come una estetista diversa; mentre all’inizio del percorso ero pervasa da dubbi, incertezze e timore di non essere compresa dal pubblico e dal settore, oggi sono fiera di aver aperto un canale evoluto.  

Oggi felicemente condivido gli stessi valori con i collaboratori e i piccoli laboratori cosmetici che producono per me formulazioni con le caratteristiche di sicurezza di cui ho bisogno per arrivare ad ottenere i miei straordinari esiti. La mia diversità è passata dall’essere un handicap a diventare una eccellenza, dedicata a menti aperte, sorde alle promesse delle sirene della massificazione e delle dinamiche commerciali, così sterili di efficacia. 

Il metodo Studio Acqua richiede tempo e pazienza ma porta ad una rigenerazione permanente della pelle. Accompagno le donne a riscoprire la bellezza fino a renderla visibile attraverso la cura dell’epidermide, involucro esterno di una interiorità ricca di storia. 

Insegno a curare la pelle affinché il mondo esterno possa vedere la nostra giovinezza senza tempo. Se anche tu sei attraversata dal desiderio di riscoprirti e hai voglia di condividere con me il tuo cammino di rinascita, ti basta andare QUI per dare una svolta alla tua storia. 

Ti aspetto dall’altra parte.

Giovanna, la tua Beauty Advisor over ’50

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